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L' insegnamento biblico contro l'aborto

Di P. Frank Pavone

Direttore Nazionale,

Preti per la Vita

La Bibbia insegna chiaramente che l'aborto è sbagliato. Questo insegnamento compare in molti modi e per molte ragioni. Alcuni fanno notare che la parola "aborto" non è scritta nella Bibbia, e questo è vero. Tuttavia, l'insegnamento sull'aborto è scritto nella Bibbia. E' il caso, questo, di molti altri insegnamenti. La parola "Trinità" non appare nella Bibbia, ma la dottrina sulla Trinità si trova in essa esposta. In ogni caso, chi nega l'insegnamento biblico contro l'aborto lo farebbe anche se questa parola vi fosse scritta.

Diamo un'occhiata ad alcune delle ragioni bibliche che spiegano perché l'aborto, la deliberata distruzione di un bambino nel grembo della madre, è un grave errore.

1. La Bibbia insegna che la vita umana è diversa dalle altre forme di vita, perché gli esseri umani sono fatti a immagine e somiglianza di Dio.

Il racconto della creazione dell'uomo e della donna (Genesi 1, 26-31; 2, 4-25) ci dice questo: "Dio creò l'uomo a Sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò." (Genesi 1,27)

La parola "creò" è usata qui per tre volte, a sottolineare il momento culminante in tutta l'opera della creazione di Dio. All'uomo e alla donna è dato il "dominio" su ogni altra parte del mondo visibile.

Neppure il peccato originale strappa l'impronta di Dio dagli esseri umani. San Giacomo menziona questa immagine e dice che per la sua presenza non dovremmo nemmeno parlar male l'uno dell'altro. "Con essa [la lingua] benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio...Non deve essere così, fratelli miei." (Gc 3,9-10)

L'immagine di Dio! Questo è ciò che significa essere umani! Non siamo semplicemente un agglomerato di cellule messe insieme a caso da forze impersonali. Piuttosto, rispecchiamo realmente un Dio eterno che ci conosceva prima della nostra creazione, e che volontariamente ci ha chiamati all'esistenza.

Nel cuore della tragedia dell'aborto sta la domanda sollevata dal Salmo: "Signore, cosa è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?...Di gloria e di onore l'hai coronato, gli hai dato potere sulle opere delle Tue mani." (Sal 8, 5-7)

Ecco il punto. Non solo Dio ci ha creati, ma per di più ci considera preziosi. La Bibbia parla di un Dio pazzo d'amore per noi, così innamorato che Lui stesso si è fatto uno di noi ed è anche morto per noi mentre ancora lo offendevamo (cfr. Rm 5,6-8). In forza di tutto questo, possiamo forse dire che gli esseri umani sono merce vendibile, come un'auto che causa più problemi di quanti ne valga? "Dio non crea spazzatura." Se credi alla Bibbia, devi credere che la vita umana è sacra, più sacra di quello che abbiamo mai pensato!

2. La Bibbia insegna che i bambini sono una benedizione.

Dio comandò ai nostri progenitori: "Siate fecondi e moltiplicatevi" (Gn 1,28). Perché? Dio stesso è fecondo. L'amore sbocca sempre nella vita. Quando la prima madre partorì il primo figlio, esclamò: "Ho acquistato un uomo dal Signore" (Gn 4,1). L'aiuto di Dio è essenziale, poiché Egli è il padrone della vita e della sua origine. I genitori collaborano con Dio nel dare alla luce la vita. Siccome l'intero processo è sotto il dominio di Dio, è peccaminoso interromperlo. Il profeta Amos condanna gli Ammoniti "perché hanno sventrato le donne incinte di Galaad" (Am 1,13).

"Ecco, dono del Signore sono i figli, è Sua grazia il frutto del grembo" (Sal 127,3).

3. La Bibbia insegna che la creatura nel grembo è veramente un bambino, il quale già possiede un rapporto con il Signore.

La frase "concepì e partorì" è usata ripetutamente (cfr. Gn 4,1 e 17) e l'individuo è detto avere la stessa identità prima e dopo la nascita. "Nel peccato mia madre mi ha concepito", dice il salmista penitente in Sal 51,7. Viene usata una stessa parola per indicare il bambino prima e dopo la nascita (Brephos, cioè "bimbo", è usata in Lc 1,41 e 18,15).

Dio conosce il bambino non nato. "Sei Tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre...Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto" (Sal 139,13 e 15). Dio inoltre aiuta e chiama il bambino non nato. "Tu sei stato la mia guida da quando all'inizio io fui formato...Dal grembo di mia madre sei Tu il mio Dio" (Sal 22, 11-12). "Dio...fin dal seno di mia madre mi scelse e mi chiamò con la Sua grazia" (Gal 1,15).

4. La Scrittura condanna ripetutamente l'uccisione degli innocenti.

Questo risulta da tutto ciò che è stato detto fin qui. Dio scrive con le Sue stesse dita sulla tavola di pietra "Non uccidere" (Es 20,13 e Dt 5,17) e Cristo lo riafferma (Mt 19,18; si noti che Gesù menziona questo comandamento prima degli altri). Il Libro dell'Apocalisse afferma che gli omicidi non entreranno nel regno dei cieli (Ap 22,15).

L'uccisione dei bambini è in particolar modo condannata da Dio attraverso i profeti. Nella terra che Dio diede al Suo popolo perché la abitasse, le genti straniere avevano l'usanza di sacrificare alcuni dei loro figli nel fuoco. Dio disse al Suo popolo che non doveva prendere parte a questo peccato. Ciononostante, gli Ebrei lo fecero; come testimonia il Salmo 106: "Si mescolarono con le nazioni e impararono le opere loro...Immolarono i loro figli e le loro figlie agli dèi falsi. Versarono sangue innocente, il sangue dei figli e delle figlie sacrificati agli idoli di Canaan; la terra fu profanata dal sangue" (Sal 106,35 e 37-38).

Il peccato del sacrificio di bambini infatti è menzionato come una delle principali ragioni per cui il Regno d'Israele fu distrutto dagli Assiri e il popolo tratto in esilio. "Fecero passare i loro figli e le loro figlie per il fuoco...Per questo il Signore si adirò molto contro Israele e lo allontanò dalla Sua presenza" (2Re 17,17-18).

Neanche per "libertà religiosa" l'uccisione di bambini può essere tollerata.

5. La Bibbia insegna che Dio è un Dio di giustizia.

Un atto di giustizia è un atto in favore dei bisognosi, un atto di difesa per chi è troppo debole per difendersi da solo. Nel profetizzare la venuta del Messia il Salmo 72 dice: "Nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace...Egli libererà il povero che invoca e il misero che non trova aiuto" (Sal 72,7 e 12). Gesù Cristo è la nostra giustizia (1Cor 1,30) perché Lui ci ha liberato dal peccato e dalla morte quando non avevamo aiuto (cfr. Rm 5,6 e Ef 2,45).

Se Dio agisce con giustizia con il Suo popolo, si aspetta che i Suoi figli facciano lo stesso l'uno con l'altro. "Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro celeste" (Lc 6,36). "Va' e anche tu fa' lo stesso" (Lc 10,37). "Fate agli altri quello che volete fosse fatto a voi" (Mt 7,12). "Amatevi l'un l'altro" (Gv 15,17).

L'aborto è il contrario di questi precetti. E' un rovesciamento della giustizia. E' la distruzione degli indifesi piuttosto che il loro salvataggio. Se il popolo di Dio non interviene per salvare coloro le cui vite sono attaccate, allora questo popolo non Lo compiace né Lo adora.

Dio dice attraverso Isaia: "Non calpestate più i miei atri! Smettete di presentarmi offerte inutili...I vostri noviluni e le vostre feste io detesto...Quando stendete le mani io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere io non vi ascolto. Le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi...Imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova" (Is 1,13-17).

Senza dubbio, coloro che adorano Dio ma appoggiano l'aborto cadono nella stessa contraddizione dell'antico popolo di Dio, ed hanno bisogno di udire lo stesso messaggio.

6. Gesù Cristo mostrò particolare attenzione ai poveri, ai disprezzati, e a quelli che il resto della società considerava insignificanti.

Egli demolì le false barriere che le persone avevano costruito fra loro, e per contro dichiarò che ogni individuo possiede la stessa dignità umana, nonostante ciò che l'opinione pubblica potesse dire. Lo vediamo dunque accogliere i bambini malgrado gli sforzi degli apostoli per tenerli lontani (Mt 19,13-15); accogliere pubblicani e peccatori, malgrado le obiezioni degli Scribi (Mc 2,16); il cieco, malgrado gli avvertimenti della folla (Mt 20,29-34); i Gentili, malgrado la rabbia dei Giudei (Mt 21,41-46); e i lebbrosi, malgrado la loro emarginazione dal resto della società (Lc 17,11-19).

Quando si tratta di dignità dell'uomo, Cristo cancella le distinzioni. San Paolo afferma: "Non c'è più Giudeo né Greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3,28).

Possiamo analogamente dire: "Non c'è nato né non nato". Usare questa distinzione come fondamento per giudicare il valore della vita o la protezione cui uno ha diritto è senza senso e offende tutto ciò che la Scrittura insegna. I bambini non ancora nati sono il segmento della nostra società che è più dimenticato e discriminato. Cristo stesso ha sicuramente un amore speciale per loro.

7. La Scrittura ci insegna ad amare.

San Giovanni dice: "Questo è il messaggio che avete udito fin dal principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal maligno e uccise suo fratello" (1Gv 3,11-12). L'amore è direttamente messo in contrasto con l'assassinio. Prendere la vita di un altro vuol dire rompere il comandamento dell'amore. Anche evitare di aiutare quelli che sono nel bisogno e nel pericolo è evitare di amare.

Cristo lo dice chiaramente nella parabola del buon Samaritano (Lc 10,25-37), nella storia dell'uomo ricco e di Lazzaro (Lc 16,19-31), e in molte altre occasioni.

Nessun gruppo di persone è in un pericolo più serio dei bambini e delle bambine nel grembo materno. "Se qualcuno...vede un fratello nella necessità e gli rifiuta compassione, come può l'amore di Dio rimanere in lui?" (1Gv 3,17).

8. La vita trionfa sulla morte.

Questo è uno dei temi più basilari della Scrittura. La vittoria della vita è predetta nella promessa che la testa del serpente, che causò l'entrata del male nel mondo, sarà schiacciata (cfr. Gn 3,15).

Isaia lo ha promesso, "Egli distruggerà la morte per sempre" (Is 25,8). Nella scena del primo omicidio, la terra "aprì la sua bocca" per inghiottire il sangue di Abele. Nella scena della vittoria finale, sarà la stessa morte ad essere "inghiottita dalla vittoria. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?...Siano rese grazie a Dio che ci dona la vittoria attraverso il nostro Signore Gesù Cristo" (1Cor 15,54-57)

Aborto è morte. Cristo è venuto a vincere la morte, e dunque l'aborto. "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10).

L'esito finale della battaglia per la vita è già stato deciso dalla Resurrezione di Cristo. Sta a noi portare questo trionfo ad ogni persona. Il movimento per la vita si muove dalla vittoria di Cristo sulla morte alla pienezza di quella vittoria nell'ultimo giorno. "Non ci sarà più morte" (Ap 21,4). "Così sia. Vieni, Signore Gesù!" (Ap 22,20).

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